Michele Magnano – dalla Serbia

Posso tranquillamente asserire che lo stage fatto in Serbia fatto questa estate con AIESEC è stata l’esperienza  più bella  della mia vita.

Partite con AIESEC:  ampliate i vostri orizzonti, spingete in avanti i vostri confini, scoprite voi stessi! Uno stage AIESEC può darvi tutto questo.

Come testimonianza di ciò voglio raccontarvi la mia stori dall’inizio. Ho sempre voluto fare un esperienza internazionale ma per un motivo o un altro ho sempre rimandato fino a questa estate.

Non vi nascondo che non appena ho sentito le destinazioni che mi proponevano (Romania, Ungheria, Ucraina, Russia, Serbia, India, ecc…) non sono rimasto molto entusiasta. In più parlando con amici e parenti, tutti alimentavano i miei timori e paure.  Tuttavia ero risoluto a partire, a vivere questa esperienza qualunque essa fosse. Chi per paura non lascia le proprie certezze non può mai crescere e migliorare. Con questa convinzione mi sono lanciato, non ascoltando pareri negativi di amici e parenti… e a distanza di tempo posso dire che ho fatto bene!  Tra tutti decisi di andare in Serbia.

Prima della partenza confesso che ero veramente in ansia per ciò che mi aspettava: un paese straniero, nessuno che parlava la mia lingua, persone “aggressive e violente” (visto che i serbi hanno questa nomea) e situazioni forse scomode a cui mi sarei dovuto adattare come ad esempio la sistemazione in cui avrei alloggiato; fino a due giorni prima, infatti, non avevano ancora trovato l’appartamento dove avrei vissuto per le 6 settimane successive. Per cui tra i miei pensieri c’era anche questo: il rischio di arrivare a destinazione e non sapere dove andare a dormire. Come si può capire, lo stato d’animo era tutt’altro che sereno!

La mia casa per le successive 6 settimane fu Nis, cittadina a sud della Serbia, la seconda città più industrializzata del paese. Arrivato a Belgrado trovai una ragazza simpaticissima che mi ha aiutato a prendere il bus per Nis. Giunsi a destinazione a mezzanotte, la stazione era deserta. Dove andare? Cosa fare? Chiamai uno dei vicepresidenti del comitato locale di Nis e in brevissimo tempo vennero a prendermi. Le emozioni che provai in momenti come questi furono fortissime. Non le definirei né belle né brutte bensì estremamente intense. Ebbene, vennero a prendermi e mi portarono nell’accomation che mi trovarono: era un appartamento moderno e accogliente. Tutte le mie paure iniziarono lentamente a svanire lasciando posto all’entusiasmo: ero riuscito ad arrivare sano e salvo a destinazione in un paese straniero (seppur con il supporto di qualche AIESECer), le persone erano accoglienti e disponibili e tutto sembrava roseo…  E fu davvero così.

Io fui il primo, dopo di me arrivarono tre ragazze russe, un ragazzo brasiliano, una ragazza rumena e un ragazzo di Hong Kong. L’ ospitalità dei ragazzi serbi è stata eccezionale. Non c’è stato un solo giorno in cui siamo rimasti soli o abbandonati a noi stessi. Ogni sera venivano a trovarci e a vedere come stavamo. Se durante il giorno avessimo avuto bisogno di qualsiasi cosa non avevamo che da chiedere e sarebbe arrivato qualcuno ad aiutarci. Mi sono sentito a casa fin dal primo giorno e lo shock culturale che mi aspettavo, l’ho vissuto al rientro…

Il mio progetto, ECO-LOGICAL PROJECT, consisteva nel sensibilizzare gli studenti delle scuole medie sulle tematiche ambientali. In pratica abbiamo preparato lavori di gruppo,  giochi, video e presentazioni  su effetto-serra, buco dell’ ozono, importanza degli alberi e delle foreste, riciclaggio, ecc… E’ stato molto divertente ed istruttivo. I ragazzi erano intelligentissimi e in molti casi parlavano l’inglese meglio di me!

Avrei molto da raccontare: sulle escursioni a Belgrado, Novisad, Devil Town, di quando sono andato in televisione ospite di emittenti locali (sono stato per ben tre volte in TV!), dei party e delle riunioni goliardiche che si protraevano fino all’alba, dei pranzi collettivi e delle pause caffè e tè…  Potrei, inoltre, scrivere pagine e pagine sul forte legame che ancora oggi mi lega a moltissime delle persone che ho conosciuto lì! Difficilmente si può descrivere ciò che si prova, per cui vi invito a viverlo in prima persona!

Michele Magnano